Lorenzo è nato pittore o lo è diventato?

“Succede che si facciano cose che non si sarebbe mai pensato di fare, per questo ogni volta che collaboro a un laboratorio con Lorenzo, un ragazzo con condizione di disabilità motorie provo stupore ed emozione”.
Pietro Bellani
La Spezia, 2016

L’esercizio dell’attività artistica.

“Con lo sguardo, m’indica il flacone di colore con il quale desidera creare (molto spesso il viola) e, sempre con gli occhi, mi fa capire dove vuole che il colore venga versato.
Dopo una piccola pausa di riflessione – breve lasso di tempo nel quale riesce a percepire la densità del colore inizia a spalmare, oppure a graffiare, premere o accarezzare la materia, creando con le mani con i polpastrelli o con le unghie – impronte uniche ed irripetibili a seconda della pressione esercitata”.
Gloria Giuliano

Il lavoro creativo di Lorenzo.

Come spiegare, allora, la creatività che sboccia nella vita di chi non ha talenti evidenti o, ancor più interessante, come spiegare le prestazioni di molti individui che hanno sviluppato capacità creative solo dopo l’insorgere di danni neurologici?

L’arte non ha barriere...

Dall’informalità dell’uso del colore infatti, poco a poco, ha preso forma qualcosa che va oltre le opere, ovvero la consapevolezza di Lorenzo di poter avere, grazie alla sua pittura, un posto nel mondo insieme agli altri. Se un artista dipinge l’invisibile, o meglio ciò che solo lui riesce a vedere, mostrandolo agli altri, questo senza dubbio è quel che fa anche Lorenzo…

…e non conosce ostacoli!

Per questo è inutile chiedersi se Lorenzo sia nato pittore o lo sia diventato individuando l’arte come il suo tramite sublime verso gli altri. Quel che è certo è che tutta questa vicenda dimostra ancora una volta che l’arte è in grado di aprire finestre nella nostra mente, capaci di mostrare nuovi paesaggi ed orizzonti, di cui ragazzi come Lorenzo possono essere i migliori interpreti.
Paolo Asti
Presidente Startè